Scontro treni in Puglia, ANCORA UNA VOLTA SOLO ERRORE UMANO?

scontro-treni-andria-corato-1Tra gli addetti ai lavori sta già facendosi strada un dubbio riguardo alle prime ipotesi delle cause dell’incidente tra Andria e Corato: si è trattato solamente di un errore umano? Nel nostro Paese esiste una sorta di tragico file rouge che pare unire tutte le più gravi tragedie avvenute negli ultimi anni nel mondo dei trasporti: che siano essi aerei, marittimi, stradali o ferroviari, se si verifica una strage si parla sempre e solo di un errore umano da attribuire allo sciagurato pilota di turno, comandante, autista o macchinista che era al comando o alla guida del mezzo implicato.

Guardiamo i casi più eclatanti che conosciamo bene: il naufragio della Concordia è stato attribuito alla sostanzialmente esclusiva responsabilità di Schettino nonostante le riscontrate violazioni dei sistemi di sicurezza e di emergenza a bordo che invece contribuirono alla tragedia.

Per l’incendio a bordo della Norman Atlantic le responsabilità penali sono per il momento attribuite principalmente al comandante Giacomazzi e gli addetti al carico degli automezzi, nonostante sia già noto che il sistema antincendio di bordo non fosse funzionale.

Nel disastro del Jolly Nero e crollo della Torre Piloti di Genova il processo venne avviato solo a carico del comandante e del pilota del Jolly Nero, come  principali responsabili dell’errata manovra quando sappiamo che la nave non poteva fare manovra per avarie ed il mancato avvio del motore di bordo, circostanza del tutto attribuibile alla società armatrice.

Potremmo andare avanti ricordando l’incendio del Moby Prince, il disastro ferroviario di Viareggio, la strage autostradale su autobus avvenuta in Spagna – legata ai turni insostenibili imposti dalla azienda all’autista, e quello per l’uscita di strada da un viadotto in Irpinia, ma il dato che accomuna tutti questi disastri è evidente: i colpevoli sono solo e sempre gli ultimi anelli di una catena fatta di risparmi sulla pelle delle persone, da ipocrisie e interessati silenzi, da connivenze, da mancati controlli e colpevoli incapacità tecniche ai cui vertici siedono i consigli di amministrazione di società che si arricchiscono alle spalle della sicurezza delle persone.

Possiamo al momento solo augurarci che il disastro ferroviario pugliese possa fare luce  su una ennesima zona scura nel sistema dei trasporti, sulle responsabilità di tutti e certamente faremo la nostra parte per fare emergere la verità e far si che almeno questa possa essere consegnata alle vittime.

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