ANMIL è parte civile nel processo BARI-NORD

▶️ PROCESSO BARI-NORD A TRANI◀️

▶️SCONTRO TRENI ANDRIA-CORATO ◀️

In molti E DA PIÙ PARTI non ci avrebbero voluto in questo importante processo sul disastro Ferroviario avvenuto in Puglia il 12 luglio 2016, nel quale persero la vita 23 persone di cui 4 lavoratori e 51 rimasero ferite.

Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Le eccezioni di alcuni avvocati e le resistenze di altre parti, non coglievano nel segno sull’importanza del ruolo sostanziale delle associazioni come Anmil nei processi penali sui disastri.

Tutte le altre associazioni – con eccezione solamente di ANMIL ed AcU, non hanno superato il difficile filtro del GUP, a seguito delle repliche alla udienza 07.09.2018 abbiamo chiarito la distinzione da farsi nella nostra iniziativa, nella nostra piena ed autorevole legittimità, esperienza e specializzazione in processi come questi – rappresentando in decine e decine di processi sia le vittime e le parti privati che ANMIL come associazione rappresentativa degli interessi di categoria, ed alla udienza 12.09.2018 siamo stati definitivamente AMMESSI COME PARTE CIVILE nel processo, certificando ancora una volta la bontà delle nostre azioni nel promuovere la sicurezza sui luoghi di lavoro e contribuire alla ricerca di giustizia per le vittime, anche quelle che non si possono permettere di fare un processo come questo, con buona pace di chi non ci voleva in aula come parti civili.

A seguito della udienza del 12 settembre 2018, abbiamo richiesto la citazione della società ferrotranviaria SpA come responsabile civile, affinché risponda dei danni causati dal suo direttivo. E dovranno fare i conti con la nostra richiesta di DANNI PUNITIVI.

Rinvio della prossima udienza per il giorno 11 ottobre 2018 ore 09.30 presso l’aula Bunker all’interno del Carcere Circondariale di Trani Via Andria , 300, con calendario di ottobre successivo all’udienza del giorno 11 : 15-18-22-25 ottobre.

multimedia_audio ascolta audio repliche udienza 07.09.2018 Avv. Gabrielli

pdfordinanza GUP Schiralli-12.09.2018 ammissione parti civili

Annunci

Disastro treni Andria-Corato – Udienza Preliminare il 16 luglio 2018

corato53L’udienza preliminare nel procedimento penale sul disastro ferroviario avvenuto il 12.07.2016 sulla linea monorotaia Andria-Corato che ha causato la morte di 23 persone e il ferimento di altre 51, è stata fissata il 16 luglio 2018; il pool dei Pubblici Ministeri con i dott. Alessandro Donato Pesce e Marcello Catalano, incaricati ad aprile ha chiuso le indagini preliminari ed ha finalmente richiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati, tra i quali figurano il vertice aziendale della Ferrotramviaria, alcuni dirigenti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’ente ministeriale che vigilava sulla sicurezza delle reti ferroviarie locali, confermando le ipotesi di reato a vario titolo di disastro ferroviarioomicidio colposo e lesioni gravi colpose per i 19 imputati: Vito Piccarreta e Alessio Porcelli (i capistazione di Andria e Corato); Nicola Lorizzo (capotreno); Francesco Pistolato (dirigente coordinatore centrale); Enrico Maria Pasquini e la sorella Gloria (i dirigenti dell’epoca); Massimo Nitti (direttore generale); Michele Ronchi (direttore di esercizio); Giulio Roselli, dirigente divisione infrastruttura di Ferrotramviaria; Vito Mastrodonato, dirigente responsabile della divisione passeggeri di Ferrotramviaria; Francesco Giuseppe Michele Schiraldi, capo unità organizzativa tecnica responsabile del coordinamento delle attività delle unità tecniche di divisione e del supporto infrastruttura; Tommaso Zonno, coordinatore responsabile dell’unità tecnica trazione e scorta ferroviaria; Giandonato Cassano, coordinatore di ufficio responsabile dell’unità tecnica formazione e regolamenti unità sociale; Antonio Galesi, capo unità tecnica e responsabile unità tecnica movimento stazioni; Virginio Di Giambattista, direttore generale della direzione generale per i sistemi di trasporto e impianti fissi e il trasporto pubblico locale; Elena Molinaro, direttore della divisione 5 della direzione generale-Tpl; Alessandro De Paola ePietro Marturano, direttori dell’Ustif di Puglia, Basilicata e Calabria (il primo dal gennaio al giugno 2011 e dal giugno 2013 al dicembre 2014, il secondo dal 19 febbraio 2015); Ferrotramviaria spa per l’illecito amministrativo dipendente dai reati commessi dai Pasquini e dai dirigenti, che avrebbe conseguito un vantaggio con risparmio di 664mila euro sui lavori per l’installazione del blocco conta assi con cui si sarebbe potuta evitare la tragedia e una divisione dell’utile netto di 4,741 milioni indicato nel bilancio 2015.

Noi ovviamente ci saremo per costituirci parte civile con ANMIL, e portare avanti una nuova ed importante battaglia sulla sicurezza nel mondo dei grandi trasporti.

INCIDENTE FERROVIARIO TRENORD SULLA LINEA CREMONA-MILANO

treno-pioltello-milano-deragliato-risarcimento

Oggi 25.01.2018 ennesimo disastro ferroviario che colpisce il nostro paese. Le prime notizie riferiscono del deragliamento del treno delle ferrovie Trenord, tra ipotesi: binario rotto o cedimento infrastrutturale del massetto sotto la rotaia?

Il regionale n. 10452 partiva da Cremona direzione Milano Porta Garibaldi e trasportava centinaia di persone per la maggior parte pendolari. Il convoglio era composto da un locomotore che spingeva quattro vetture e proprio nella terza vettura che è avuto il maggior numero di feriti. Nello schianto del treno accartocciatosi su un palo hanno perso la vita almeno 3 persone e il numero dei feriti è aumentato a dismisura, in tantissimi in codice rosso ricoverati nelle strutture ospedaliere limitrofe, ancora una volta sono i viaggiatori a farne le spese. Ma a quale prezzo?

Le prime testimonianze sono agghiaccianti: “il treno stava andando a piena velocità, abbiamo sentito un po’ ballare il vagone. Poi il rumore della frenata, le scintille e la puzza di fumo”. “Uno spavento tremendo, da far fermare il cuore”. “Poco prima di Pioltello il treno ha iniziato a tremare e abbiamo capito che stava succedendo qualcosa” “Il treno era pieno perché a Treviglio sono salite molte persone. Il convoglio ha tremato per 3-4 minuti poi abbiamo sentito una botta e una vettura si è staccata”. Continua a leggere “INCIDENTE FERROVIARIO TRENORD SULLA LINEA CREMONA-MILANO”

Concluse le indagini preliminari per la strage del treno Andria – Corato

cropped-treno-4-3.jpgLa Procura di Trani ha depositato la scorsa settimana ed inviato agli indagati l’avviso ex art. 415 bis cpp di conclusione delle indagini preliminari svolte in relazione allo scontro fra treni avvenuto il 12 luglio 2016 nella tratta Andria – Corato che causò la morte di 23 persone tra viaggiatori e dipendenti della Ferrotramviaria SpA società che gestisce il tratto ferroviario Bari – Barletta.

Ben 18 gli indagati persone fisiche – oltre alla Ferrotranviaria stessa quale responsabile amministrativa dei fatti imputati ai propri dirigenti e dipendenti, per non avere predisposto policy aziendale efficace a prevenire il disastro verificatosi – tra i quali spiccano, oltre ai capistazione di Andria e di Corato, ed al capotreno del rotabile proveniente da Andria, il dirigente coordinatore centrale della società.

Non solo: la Procura di Trani estende le proprie imputazioni ai vertici societari, sottolineando come la strategia aziendale di amministratori e dirigenti fosse “finalizzata ad accrescere la produttività della infrastruttura ferroviaria gestita da Ferrotramviaria e quindi “agli utili ricavabili”.

Infatti i soci – appena due mesi prima dello scontro Andria-Corato si incassavano senza scrupoli 2,5 milioni di euroa titolo di dividendo” grazie a 4,74 milioni di utile del bilancio 2015, “pur essendo a conoscenza del grave quadro di criticità organizzativa e gestionale in cui versava” l’azienda, con particolare riferimento “alla sicurezza dell’esercizio ferroviario in regime di blocco telefonico“.

In altre parole viene contestato ai responsabili aziendali di aver perseguito quel fine di produzione degli utili in maniera distorta, e di fatto sulla “pelle” dei propri utenti, indirizzando “progressivamente” i finanziamenti – stanziati (ed effettivamente percepiti) dalla Regione Puglia e destinati “alla implementazione tecnologica” della tratta – verso “interventi volti ad incrementare la capacità dell’infrastruttura e la qualità del servizio” ma non la sicurezza della circolazione”.

Così non veniva realizzato l’adeguamento tecnologico della tratta (che avrebbe potuto consistere nell’installazione di un blocco conta assi ovvero nel sistema di controllo della marcia dei treni) per migliorare i livelli di sicurezza della circolazione ferroviaria, e da queste omissioni in tema di ammodernamento dei sistemi di sicurezza – nonostante la percezione di fondi regionali destinati essenzialmente a questi scopi – derivava direttamente la collisione frontale dei due treni e la morte di 23 persone e ferimento di molti altri passeggeri.

L’incidente del 12 luglio 2016 è come noto avvenuto al km 51 nella parte della ferrovia Bari-Barletta in cui è in vigore il regime di circolazione c.d. del blocco telefonico, con cui il capostazione, prima di autorizzare la partenza del treno in attesa nella sua stazione chiede telefonicamente il “via libera” al capostazione della successiva stazione di arrivo. Un livello tecnologico di sicurezza da medioevo, rispetto alla possibilità – oggi – di installare dei sistemi di automazione a basso costo, sia sulle linee che sui vettori passeggeri.

Il sistema del blocco telefonico non solo è decisamente il più obsoleto ma è tra i vari sistemi di comunicazione che regolano la circolazione dei treni quello più pericoloso perché si basa solo sul fattore umano e la tempestività ed attenzione dei capistazione che, in un ambito territoriale in cui passano ogni giorno decine di convogli ferroviari e i tagli di personale hanno moltiplicato le mansioni da svolgere, si comprende come possano risultare soggette ad errori.

Fa dunque particolarmente accrescere la rabbia e senso di ingiustizia, sapere che la Regione Puglia avesse stanziato finanziamenti per realizzare l’ammodernamento della tratta per contribuire alla sicurezza della stessa e che i vertici societari invece avessero convogliato quei fondi alla produttività della infrastruttura e quindi agli utili che poi hanno incassato i soci.

Dobbiamo dunque nuovamente assistere alla già troppe volte vista tragica storia italiana in cui le aziende impegnate nel settore dei grandi trasporti lavorano e costringono i propri dipendenti a lavorare al di sotto del limite della sicurezza, minimizzando i costi di ammodernamento per massimizzare i profitti economici, a scapito dell’incolumità dei propri utenti – in questo caso i passeggeri della Ferrotramviaria Pugliese – come già vissuto dal nostro Pool legale, quando ha assistito numerosissime parti lese a cominciare dal naufragio della Costa Concordia il 13 gennaio 2012 (32 morti), per proseguire con il crollo della Torre Piloti del Porto di Genova il 7 maggio 2013 (9 morti) e col naufragio del traghetto Norman Atlantic sulla tratta Patrasso/Ancona il 28 dicembre 2014 (16 morti).

Tutte queste tragedie sono accomunate a quella del treno Andria – Corato, dal mancato rispetto delle regole di sicurezza sul lavoro e delle regole di prevenzione degli infortuni, non solo e non tanto per incuria umana ma allo scopo di perseguire gli interessi economici di risparmio sulle spese necessarie agli ammodernamenti per la sicurezza e la prevenzione, con la conseguenza che i rischi di incidenti vengono accettati come una qualunque politica aziendale.

Nella tragedia Andria-Corato 23 sono i deceduti, e milioni sono i passeggeri che ogni giorno ancora oggi – viaggiando su queste tratte – sono messi a rischio della propria vita.

Fino a quando si dovrà accettare uno stato di cose del genere?! Nel nostro approccio a questi problemi il nostro Pool – in ambito di tutti i processi penali cui prende parte, insiste a chiedere il riconoscimento dei c.d. danni punitivi e cioè a che le aziende responsabili di tali dissennate politiche sulla pelle delle persone vengano condannate non solo ai risarcimenti dei danni causati alle persone e alle cose, ma anche siano punite economicamente col riconoscimento di un moltiplicatore delle somme dovute semplicemente per il danno causato alle vittime; un maxirisarcimento con funzione deterrente ed esemplare, al fine di prevenire futuri comportamenti illeciti fondati sulal politica del risparmio aziendale sulla pelle dei passeggeri.

Trasporti e mobilità sono settori in cui le concessioni ai privati devono necessariamente rispettare uno standard elevato di controllo e di sicurezza, vigilato e severamente sanzionato dallo Stato, penalmente ed economicamente in caso di violazioni. Solo attraverso una severissima sanzione economica si può scongiurtare il pericolo che le aziende possano farsi il calcolo dei risarcimenti e valutare il rischio di pagare una vittima piuttosto che investire in sicurezza; solo attraverso i danni punitivi si può evitare che gli smisurati appetiti dei privati non finiscano per privilegiare gli utili alla vita delle persone. 

danni-punitivi-welcome-in-italyAbbiamo avuto la enorme soddisfazione di vedere che le Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza 16601/2017 hanno ammesso apertamente ed esplicitamente la possibilità di concedere i danni punitivi anche nel nostro ordinamento giuridico, come da sempre propugniamo e come abbiamo commentato anche in cruciali consessi scientifici, attendiamo ora che i nostri Tribunali applichino finalmente e concretamente l’istituto giuridico di derivazione statunitense, e puniscano duramente chi insiste a non rispettare il diritto alla sicurezza ed all‘incolumità dei cittadini.

Iniziamo quindi finalmente ad entrare nella FASE VIVA DEL PROCEDIMENTO PENALE, avvicinandoci a passi da gigante alla richiesta di rinvio a giudizio di tutti gli indagati, e il Ns. pool è già al lavoro per intervenire nel processo penale come parte civile a tutela di ANMIL e dei molti passeggeri rimasti lesi e danneggiati dall’incidente, ed ottenere l’accertamento di TUTTE le responsabilità alla base di questa evitabile ed ennesima tragedia nel mondo dei grandi trasporti, e la giusta condanna penale degli stessi e il pesante risarcimento ultracompensativo della responsabile civile, la azienda Ferrotramviaria, in solido con tutti i soggetti ad essa riferiti.

Scontro treni in Puglia, ANCORA UNA VOLTA SOLO ERRORE UMANO?

scontro-treni-andria-corato-1Tra gli addetti ai lavori sta già facendosi strada un dubbio riguardo alle prime ipotesi delle cause dell’incidente tra Andria e Corato: si è trattato solamente di un errore umano? Nel nostro Paese esiste una sorta di tragico file rouge che pare unire tutte le più gravi tragedie avvenute negli ultimi anni nel mondo dei trasporti: che siano essi aerei, marittimi, stradali o ferroviari, se si verifica una strage si parla sempre e solo di un errore umano da attribuire allo sciagurato pilota di turno, comandante, autista o macchinista che era al comando o alla guida del mezzo implicato.

Guardiamo i casi più eclatanti che conosciamo bene: il naufragio della Concordia è stato attribuito alla sostanzialmente esclusiva responsabilità di Schettino nonostante le riscontrate violazioni dei sistemi di sicurezza e di emergenza a bordo che invece contribuirono alla tragedia.

Per l’incendio a bordo della Norman Atlantic le responsabilità penali sono per il momento attribuite principalmente al comandante Giacomazzi e gli addetti al carico degli automezzi, nonostante sia già noto che il sistema antincendio di bordo non fosse funzionale.

Nel disastro del Jolly Nero e crollo della Torre Piloti di Genova il processo venne avviato solo a carico del comandante e del pilota del Jolly Nero, come  principali responsabili dell’errata manovra quando sappiamo che la nave non poteva fare manovra per avarie ed il mancato avvio del motore di bordo, circostanza del tutto attribuibile alla società armatrice.

Potremmo andare avanti ricordando l’incendio del Moby Prince, il disastro ferroviario di Viareggio, la strage autostradale su autobus avvenuta in Spagna – legata ai turni insostenibili imposti dalla azienda all’autista, e quello per l’uscita di strada da un viadotto in Irpinia, ma il dato che accomuna tutti questi disastri è evidente: i colpevoli sono solo e sempre gli ultimi anelli di una catena fatta di risparmi sulla pelle delle persone, da ipocrisie e interessati silenzi, da connivenze, da mancati controlli e colpevoli incapacità tecniche ai cui vertici siedono i consigli di amministrazione di società che si arricchiscono alle spalle della sicurezza delle persone.

Possiamo al momento solo augurarci che il disastro ferroviario pugliese possa fare luce  su una ennesima zona scura nel sistema dei trasporti, sulle responsabilità di tutti e certamente faremo la nostra parte per fare emergere la verità e far si che almeno questa possa essere consegnata alle vittime.

Incidente treni in Puglia: peggio di un attacco terroristico

scontro-treni-puglia-corato-andria-morti.jpgAl giorno d’oggi sempre più spesso accade di sentirsi indifesi, in pericolo, inermi. Succede quando si guardano al telegiornale notizie terroristiche catastrofiche, succede quando si è in un posto molto affollato in una grande città, succede quando ci si trova in una strada buia a notte fonda. E’ molto raro però che questo accada nel momento in cui si è all’interno del vagone di un treno in una soleggiata giornata d’estate in Puglia; anzi, guardare il panorama fuori dal finestrino molto spesso fa sentire quasi protagonisti di un film. Purtroppo, però, il film si può irrimediabilmente trasformare in una pellicola tragica, paurosa, in cui gli unici reali protagonisti sono la morte e il dolore. E’ ciò che è accaduto nell’incidente avvenuto verso le 11 di lunedì 12 luglio tra Andria e Corato, quando in un tratto a binario unico – ebbene sì, in un mondo che corre sempre più veloce e non si ferma mai, esistono ancora tratti ferroviari a binario unico – due convogli ferroviari delle Ferrovie Nord Barese si sono scontrati nelle campagne brulle e arse dal sole della Murgia. Chi è arrivato sul posto ha raccontato che tutto faceva riportare ad un disastro aereo. Ventisette morti, ad oggi, e oltre 50 feriti, la maggior parte dei quali rinvenuti incastrati tra le lamiere dei convogli. E’ uno dei più grandi incidenti mai avvenuti nella nostra penisola, l’impatto è stato di una violenza inaudita e il risultato è un groviglio di ferro e di disperazione. La linea ferroviaria in questione è utilizzata molto da studenti e da pendolari, ma tra i morti figurano diverse persone anziane. Data l’entità dell’incidente, i soccorsi sono arrivati da altre province e hanno impiegato moltissime ore a recuperare le vittime, tanto che le attività sono proseguite anche durante la notte. Complici il calore e l’alto impatto emotivo, alcuni soccorritori hanno avuto malori. Le ricerche dei dispersi attualmente sono finite e con loro la speranza di molti familiari e amici delle vittime che si sono dovute scontrare, anche loro, con la drammatica realtà. La procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, sebbene per il momento non ci siano indagati, essendo ancora in una fase conoscitiva dell’inchiesta che però, ventila già un magistrato della Procura, durerà poco. L’ipotesi più accreditata è che si tratti di un errore umano, sebbene non possa essere esclusa la possibilità, remota, di un guasto tecnico. Fondamentale sarà certamente la documentazione che la società di trasporti Ferrotranviaria sta raccogliendo in particolare nelle due stazioni di partenza. Certo è che, comunque terminerà un procedimento che si prospetta lungo e difficile, non sarà mai donata giustizia sufficiente alle vittime di una simile strage che, nel 2016, non può e non deve accadere.